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mrzappa

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modestamente... [Nov. 15th, 2009|12:24 am]
otezap
io e il fontoracolo evidentemente eravamo i cittadini in fuga numero 59.999 e 59.998
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Treno 666 [Nov. 14th, 2009|01:53 am]

daw_


Oggi, anzi, ormai ieri, era venerdì 13, e si è visto.
Per recuperare i volumi da portare in fiera a Milano domani (cioè oggi), ho fatto la sgobbonata di andar a prenderli direttamente a Genova, andata e ritorno, visto che per vari problemi non mi erano arrivati. Sei ore, sono un bel viaggetto, ma Trenitalia (cioè ffss) ha ben deciso che potevo fare un'ora un più all'andata, e un tre orette in più al ritorno, ma qui avevo intuito che le cose sarebbero andate male quando ho visto che treno mi toccava:

Treno 666 carrozza 6, alle 6PM e rotti, manco farlo apposta, ha annunciato da subito 60 minuti di ritardo (ma poi son diventati 90 spezzando l'incantesimo, ahimè).
Nonostante una giornata a puttane, sono riuscito a mantenere l'impegno con me stesso e TA-DAN, una nuova striscia del Misterioso Papero del Giappone (ma giusto perchè dovevo solo finire di colorarla).
Per chi venisse a fumettopoli domani e dopodomani (cioè oggi e domani) (insomma, sabato e domenica 14-15), sarò presente con tutta probabilità solo dalle 13 in poi, ma in caso i miei volumi sono tutti reperibili presso lo stand di ARCADIA, non so ahimè dove, sabato sera lo scrivo.
Buonanotte e ricordatevi sempre di diffidare dei treni
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Storia di un amore romantico [Nov. 12th, 2009|04:34 pm]

topodifogna
Erano gli anni ’50 e mio padre, aitante ventitreenne, insieme ai suoi amici di avventura (si, anche Il Gianni) era partito con un furgoncino alla volta della Svezia. E non erano i furgoncini di adesso, ne’ le strade di adesso.
Ma erano ragazzi giovani, travolti da un dopoguerra pieno di aspettative e aspirazioni e dagli ormoni in subbuglio.
La loro vacanza era prettamente notturna, raggiungevano le tappe al crepuscolo, vivevano la movida locale senza perderne neanche una stilla, svenivano all’alba nel loro cubicolo, accampati alla bell’e meglio e ripartivano una volta svegli, col sole già alto.

Marlene )
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Mel [Nov. 11th, 2009|05:07 pm]

uvaspina


From a shooting with the amazing Mel

more )
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Sbarcare a Milano con la valigia di carton(i)e [Nov. 11th, 2009|01:23 am]

daw_


Ho rimesso le mani sul Misterioso Papero del Giappone, che sto comunque portando avanti piano piano e un po' in sordina (finora si potevano trovare una ventina di vignette solo sulla Gazzenda 2009, ma ormai non penso sia più reperibile).

Per riuscire ad accelerare i tempi ho ben pensato di usare la penna invece della matita: tempi dimezzati! Segno diverso e pesante! Da rifare tutte le vignette nuove! Bestemmie ALLEGRE E SEMPRE GIOCOSE!
Fortuna che la mia pigrizia mi ha permesso di farne pochine prima di accorgermi dell'errore, eh! C'è chi dice che esser pigro non è una bella cosa, ma io penso che via via, mi son rotto le balle, fine della frase.
COMUNQUE, questo post è una segnalazione di servizio:
Questo weekend (ovvero il 14-15, stando al calendarietto di windows) (non ho idea se su mac sia un'altra data) (che pena, riciclo le battutacce usate nelle mail di facebook) (parentesi) sarò a Milano, per la precisione a FUMETTOPOLI, ospite dello stand delle edizioni Arcadia. Più avanti darò altri particolari va, che ora è notizia fresca anche per me ed è già tanto se son riuscito a capire dov'è Milano (in alto, un po' sulla sinistra); ovviamente porterò tutti 4 i volumi di A come Ignoranza, forse riuscirò ad avere le magliette, di certo mostrerò un sorriso rufiano e mi sentirò obbligato a fare dei complimenti a chiunque passi, per ingraziarmelo, quindi, amichi milanesi, affrettatevi prima che si esaurisca la rufianeria, si passi alla cortesia, e infine rimanga solo la paresi ingrata.
Ehi, dovrei parlare di Lucca? Dovrei? Forse è il caso di ricominciare ad aggiornare il blog con frequenza (ahaha), intanto metto un'altra vignetta che va, mi sento generoso  (o più che altro, ce l'ho da parte insieme a molte altre da gennaio, ma ho trovato il tempo di colorarla solo oggi, dannata pigr
fate come se avessi chiuso la parentesi


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Federica [Nov. 10th, 2009|10:59 am]

uvaspina
[mood | cheerful]

Federica is my intern for 3 months.
And torturing cute interns for pictures is one of the great things about my job...

(BTW, check her work . She's so going to kick my ass in less than a year, and I'm going to make sure she does)




more, more )
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"bambini e animali solo se vanno a fuoco" (cit.) [Nov. 6th, 2009|01:33 am]

fakeplasticpics
[mood | peaceful]

da qualche tempo sono diventata la fotografa ufficiale del MONOGATARI.
è un'associazione culturale (nata come club degli amanti dei libri e poi evoluta) fondata da miei carissimi amici, a cui ho prontamente aderito, fino ad essere eletta occhio ufficiale.
qui ci son un po' di foto dell'inaugurazione.

quelle che seguono invece sono state realizzate la sera di halloween, quando abbiamo organizzato una serata per bambini in una libreria (lettura di passi scelti da "le streghe" di roald dahl, leggende e fiabe della tradizione sarda legate alle festività dei morti e ai fantasmi, giochi a tema), e io mi son ritrovata con davanti 40 bambini mascherati e scatenati e in mano una macchina fotografica (a fuoco manuale! ARGH!)

questo è il risultato :)

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10 minutes shooting to see the effect of a new mask under the light [Nov. 4th, 2009|01:05 am]

uvaspina
hubby

hubby

Many thanks to the husband
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Zero Intolerance [Nov. 3rd, 2009|12:13 pm]

corinzio
Sul treno che da Ostia porta verso il mondo c'è il vero melting pot.
Magari ci sarà anche da altre parti, ma qui è più vero.
Qui non ci sono persone che della tolleranza hanno fatto una bandiera: qui ci sono persone ammassate una sull'altra che del colore o della lingua di chi gli sta vicino non gliene frega davvero un accidenti.
Qui ci sono i ragazzi bianchi e quelli neri, gli italiani e gli albanesi, quelli di prima o seconda generazione, che vanno a scuola insieme e che se litigano lo fanno come ragazzi, e non come razzisti.
E ce n'è di differenza che i ragazzi litigano e si tirano giù certi moccoli che manco gli scaricatori di porto.
Ma, per l'appunto, come ragazzi.
Qui nel trenino siamo troppo attenti a non cadere, avvinghiati ad una sbarra di metallo a chiederci se ce la faremo a sostenere l'equilibrio instabile che abbiamo dentro. Qui c'è la pioggia e il vento e le coincidenze e il ritardo e la calca e il razzismo non ci serve e, anzi, se l'autista frena a cazzo, siamo tutti concordi e amici a dirgli "sei una merda"
Il razzismo è roba da gente che ha il culo al caldo sul sedile dell'auto, che si sente protetta dai suoi cristalli e che dentro il suo cubicolo di latta sbraita contro questo o quello urlando parole come "negro, donna, frocio" sicuro della sua impunità sorda che tanto fuori non lo sente nessuno.
Qui c'è troppo da pensare per fare gli stronzi.
La tolleranza è qui e magari farebbe bene a chi sbraita dalle macchine a farci un giretto, tanto per capire che si prova a stare gomito a gomito con chi pensi sia diverso e che, se il treno frena, casca proprio come te e magari nel farlo ti ci appoggi pure per non capitombolare.
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Dei fulmini a ciel sereno [Nov. 2nd, 2009|06:05 pm]

maffa
L'essenza del fulmine a ciel sereno è una qualità che sfugge a molti.

Erroneamente si confonde generalmente il fulmine col tuono, e così ci si immagina una giornata tranquilla disturbata da un celeste barrito, che in qualche modo disturba la quiete e l'idilio, rovinando così l'equilibrio estetico di una giornata altrimenti paradisiaca e spensierata.

Non è così, perchè in effetti la principale caratteristica che ci interessa in questo caso del fulmine non è la sua componente sonora -ossia il tuono- ma bensì quella luminosa, ossia il lampo.

La caratteristica del fulmine è la chiave per ben comprendere la situazione. Immaginiamo un ipotetico "Tu". Tu sei in un bosco. In pace con te stesso, e con la natura. I fiori sbocciano al tuo passare, le farfalle libreggiano sui campi, le api si impegnano nel loro indaffarato lavorio, tu hai appena deposto e ti sei pulito con una foglia di verza ben nodosa, e persino i daini si fanno cautamente vicino per odorarti curiosi l'ano. Ad un tratto, i capelli bizzarramente ti si rizzano sul capo, e nemmeno il tempo di inserire questa bizzaria nel tuo mondo perfetto di farfalle api e daini curiosi che 0.000005 secondi dopo sei morto. Dopo, con più calma, il cielo emette un garbato tremolio, a mo' di ruttino, che fa sobbalzare il capino ai daini curiosi di cui sopra, che dopo aver cautamente riodorato le tue carni cotte fin troppo bene per apprezzare la differenza di bouquet, continuano a cercare teneri germogli tra campanule e tamerici e altre sfizzierie da odorare. E tu sei lì, con un problema definitivo sulla gobba. Tutto il resto del mondo va avanti, le api ronzano, le farfalle sfarfallano, e i daini cercano culi da odorare, ma tu per un motivo o per un altro non riesci più a godere della Pace Universale.

Questo, in breve, il mio pensiero sul fulmine a ciel sereno.
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20+20+1 [Nov. 1st, 2009|08:46 am]

topodifogna
Capisci di avere inesorabilmente 41 anni quando inviti un uomo a dormire da te e lui accetta, usando la stanza per gli ospiti.
Per fortuna mi è arrivato un bacio a mezzanotte che mi ha fatto sentire dieci anni più giovane.
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